Rifiutiamo la discarica di Matera!

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L’Italia continua a essere un Paese con un ciclo dei rifiuti urbani fondato prevalentemente sull’uso della discarica, nonostante la normativa europea da oltre di vent’anni preveda che la discarica diventi un’opzione residuale dopo prevenzione, riciclaggio e recupero. L’Unione europea (direttiva  99/31/CE) ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali  non riciclabili, dando priorità al recupero di materia, la direttiva prevede il compostaggio ed il riciclo quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti.

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A Matera,  in località “La Martella” esiste una discarica per rifiuti non pericolosi, che da anni esaspera i cittadini. La discarica si è dotata del trito vagliatore solo nei primi giorni di Gennaio 2013, opera senza la prevista vagliatura del Tal quale, da analisi dell’ARPAB avvenute il 10/04/2013, nel piezometro n.4 della discarica sono stati trovati valori relativi alle acque sotterranee, molto al di sopra dei limiti, di Solfati (709 mg/L superando in limite di 250 mg/L) e di Boro (4012 µg/l superando il limite di 1000 µg/l).

 In data 29/09/2011 i funzionari ARPAB dell’Ufficio Suolo e Rifiuti e dell’Ufficio Aria si sono recati presso la discarica di La Martella ed hanno potuto constatare lo stato di esercizio della discarica nonché le condizioni di funzionamento dell’impianto di compostaggio. Al momento del sopralluogo non era presente nessun responsabile della discarica. L’impianto di compostaggio risultava fermo in ogni sua parte, l’intero sistema di abbattimento e contenimento delle emissioni risultava inesistente in quanto il sistema di trattamento dei rifiuti non seguiva le fasi dell’iter previsto ed autorizzato dall’A.I.A.
I Rifiuti conferiti all’impianto venivano così trattati:
– la frazione organica derivante dalla raccolta differenziata urbana veniva pesata e depositata nelle vasche di ricezione e lì abbandonata. Le vasche risultavano quasi colme e che il locale vasche risultava aperto verso l’esterno.
– la frazione secca derivata dalla raccolta differenziata cittadina era costituita dal secco indifferenziato di varie categorie merceologiche e veniva conferita in discarica;
– le fasi previste di stoccaggio propedeutico alla triturazione e vagliatura, deferrizzazione, stoccaggio materiali ferrosi e di trattamento meccanico biologico non erano effettuate;
– la copertura giornaliera di quanto conferito in discarica veniva disattesa;
– l’allentamento delle acque piovane risultava parzialmente disatteso;
– l’impianto di biogas non era funzionante né tanto meno risultava al momento essere collegato ai cinque settori di cui si compone l’intero sistema di discarica.
– il conferimento dei rifiuti “tal quale” in discarica comportava un conseguente aumento delle emissioni odorigene derivanti da attività di petrescenza ed un plausibile incremento dei percolati.
La relazione termine sostenendo che la natura dei rifiuti conferiti in discarica risultava essere differente da quanto previsto dall’autorizzazione A.I.A., ovvero unicamente scarti della lavorazione di compostaggio ed in particolare FOS, sovvalli pressati in balle, sopravaglio FORSU. Ricordava che la risultava scaduta l’autorizzazione definitiva allo scarico di acque reflue provenienti dal depuratore dell’impianto di compostaggio.
Si evidenziava infine la necessità di realizzare piezometri all’interno ed all’esterno dell’area che consentano di verificare lo stato dell’acquifero sottostante.

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 Il 30 gennaio 2014 la Provincia di Matera – Area V Tutela del Territorio – esegue un sopralluogo presso la discarica di La Martella. Gli specialisti e i tecnici della Provincia congiuntamente al personale ARPAB hanno rilevato che nel corso del sopralluogo sono state riscontrate tre differenti gravi anomalie:
– IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO. L’impianto all’atto del sopralluogo risultava fermo e i rifiuti organici venivano riversati nella vasca di carico. L’impianto di compostaggio viene utilizzato esclusivamente per la lavorazione della frazione organica dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata. L’impianto, alla fine del trattamento, non produce compost, così come previsto in A.I.A. ma solo, FOS che viene successivamente allocato in discarica. Lo stato dell’impianto non garantisce la depressione interna ai locali necessaria ad impedire la fuoriuscita di odori molesti. Inoltre non è in funzione l’impianto di abbattimento delle emissioni (biofiltri e scrubber).
– PERCOLATO. All’atto del sopralluogo risultava essere presente il percolato, che  nel settore D supera l’altezza dei pozzi di prelievo (2 metri di profondità). E stato appurato che il percolato non veniva smaltito da 12 mesi.

I tecnici concludono la relazione sostenendo che “la situazione riscontrata all’atto del sopralluogo risultava sostanzialmente invariata rispetto a quella riscontrata in precedenti sopralluoghi effettuati dai funzionari della Provincia.”

La discarica di Matera presso il borgo La Martella viene da anni gestita male, nel mancato rispetto della normativa nazionale ed europea sul trattamento dei rifiuti urbani, disattende quanto previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (concessa con dgr 1915 del 11/12/2006), da recenti analisi ARPAB contiene valori di solfato e di boro che superano i limiti consentiti.

Per questi motivi chiediamo l’immediata chiusura della discarica, avviando subito un progetto di bonifica dell’intero territorio e una politica del riuso/riciclo/riduzione dei rifiuti urbani, parallelamente chiediamo l’introduzione di sistemi TMB per il  trattamento meccanico biologici dei restanti rifiuti non riciclati.

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Il 25 febbraio 2014, siamo andati ad un incontro tenutosi presso la Biblioteca Comunale a La Martella, sulla Discarica di La Martella – ecco il video:

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1 commento

  1. Purtroppo e8 il sistema degli ATO ritfui che non funziona: non corrisponde a nessun modello scientifico di ingegneria dei sistemi.. Il buon legislatore ha fatto in modo tale da mettere tutti in dificolte0 comuni, cittadini, ditte di raccolta, conferimento in discartica..etc .La filiera e8 troppo lunga ed inefficente..Adesso che dobbiamo fare? una sola cosa e8 possibile: avviare il sistema del riciclaggio totale dei rifiuti.I soggetti che lavorano nel mondo della raccolta dei rifiuti si dovranno riconvertire subito in imprenditori del rifiuto in cui potranno sopravvivere se e solo se saranno efficenti come una qualunque impresa competitiva Ci sono i consorzi di raccolta della plastica COREPLA, carta e cartone, metalli, vetro..che pagano per il rifiuto-selezionato conferito nella piattaforma di raccolta .Occorre subito partire con la raccolta differenziata porta a porta solo cosec ci possiamo salvare

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