De Ruggieri al palo senza assessore al Turismo e Lavori Pubblici; e il PD fa la tosse con Di Maio

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Siamo in ritardo! Questa è la “non notizia” che ormai risuona in ogni dove circa le progettualità disattese e le inadempienze dell’appuntamento di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Da mesi assistiamo a dispute continue all’interno della maggioranza targata De Ruggieri\PD, con il sindaco “titolare di scarico” dell’assessorato al turismo e ai lavori pubblici. Un paradosso incredibile non avere un assessore competente nel comparto turistico che ha portato più volte gli operatori del settore a manifestazioni di forte disappunto. Dalla stampa abbiamo appreso di un nuovo rilancio del partito guidato da Muscaridola che punterebbe addirittura a sette assessorati, lasciandone due a quel che resta della ex maggioranza, attuando un blocco a oltranza dei lavori della Giunta,  tanto da annullare una commissione convocata per giovedì il 19 luglio. Continua quindi l’ossessivo gioco alla ricerca di poltrone a scapito degli interessi della comunità che racconta ancora una volta il fallimento di un sindaco eletto in seno a pseudo liste civiche di quel centrodestra che ora si propone come il cambiamento per le prossime elezioni regionali e che nei comuni di Matera e Potenza ha consentito il capovolgimento della volontà popolare consegnandoli al PD. Nel frattempo il governo centrale targato m5s, tramite i suoi portavoce lucani in Parlamento, ha portato a Matera tre ministri in poco meno di un mese, nel tentativo disperato di salvare il salvabile. Ultimo, in ordine d’arrivo, il vicepremier Di Maio, che ha chiuso l’incontro pubblico supportato dai portavoce lucani di camera e senato in una gremita piazza San Giovanni, la stessa piazza che aveva esultato alla proclamazione in diretta della nostra città. Impossibile non far riferimento alla disarmante situazione giudiziaria materana e lucana, col presidente Pittella ancora agli arresti domiciliari, esortato dal vicepremier alle dimissioni. Una richiesta superflua in qualsiasi altro paese civile, visto il contenuto emerso dalle intercettazioni e dalle quali è possibile trarre già delle conclusioni politiche.

Dello stesso avviso non sono stati gli esponenti del PD tra cui Polese, Cifarelli e Muscaridola, che hanno sfornato comunicati a più riprese contro la richiesta di dimissioni fatte da Di Maio in nome del garantismo, la stessa subdola scusa che portò PIttella a essere candidato malgrado fosse deflagrato lo scandalo rimborsopoli. Stessa tattica adottata per nominare Luca Braia assessore regionale, anche lui all’epoca coinvolto nella medesima inchiesta che portò alle dimissioni della giunta De Filippo. Non possiamo fare a meno di evidenziare questa deplorevole presa di posizione del PD coi suoi esponenti prontissimi a dare solidarietà a un presidente di regione confinato dentro casa dalla magistratura mentre la città di Matera balza vergognosamente nelle cronache nazionali per  malaffare e corruzione.

La città di Matera resta ostaggio dei giochi di potere basati sulla spartizione delle poltrone senza che ci sia alcuna convergenza sulla base di programmi che il M5S di Matera chiede da tempo e verso i quali ha attenzionato il Ministro Lezzi. Il 2019 è alle porte e siamo sempre allo stesso miserevole punto. Chiediamo ancora una volta al sindaco di prendere atto del fallimento a cui ci sta portando perchè l’occasione più grande della città non può trasformarsi in un’altra vergogna… europea.

Antonio Materdomini (M5S) Matera

 

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